Scrivo tanto, scrivo spesso, scrivo ovunque.
Adesso scrivo almeno su quattro supporti: il diario, quello cartaceo, il blog, il taccuino Moleskine, e il palmare. Se però nessuno di questi è a portata di mano, mi accontento di un post – it o di un foglietto qualunque. L’importante è fissare il pensiero, subito, prima che sfugga.
Scrivere, scrivere, scrivere, ma a quale scopo ? Spesso me lo chiedo, e la migliore risposta che riesco a darmi è: la memoria va conservata nelle parole.
è proprio il desiderio di ricordare che mi porta a scrivere così tanto, e non importa se i ricordi sono belli o brutti, l’importante è che rimangano impressi indelebilmente da qualche parte, per sempre.
A volte torno a leggere i vecchi diari, a ricordare, per l’appunto, quei momenti di vita. Se non li avessi fermati su carta avrei mai potuto ricordarli tutti ? Avrei potuto sorprendermi a rivivere quel determinato periodo della mia vita ? Non credo. Con il passare del tempo infatti, mi accorgo che i ricordi più lontani sembrano essere i più vicini, e viceversa; potrei definirla come una sorta di “sfasatura temporale” nella quale i ricordi e le sensazioni si sovrappongono, mescolano e confondono: riportare quotidianamente, o quasi, ogni singola emozione è un modo per conservarla correttamente nel suo tempo e nel suo spazio.
